Giorgio Secchi esordisce nel campo della narrativa: l’intervista!

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Giorgio Secchi esordisce nel campo della narrativa: l’intervista!
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Novità in Libreria 5 Luglio 2022

Giorgio Secchi esordisce nel campo della narrativa: l’intervista!

Giorgio Secchi, giornalista e autore televisivo e teatrale, è coautore con Marco Cecchini del saggio a tema economico Il Grande Sboom (Etas Libri, 1988) e con Gloria Arbib di  Italiani Insieme Agli Altri – Gli Ebrei Nella Resistenza In Piemonte, (Zamorani Editore, 2011). Da poco ha esordito nel campo della narrativa con Non C’è Tempo Per Un Tango (Bookabook, 2022) una storia sul tempo e sui tempi dell’amore. Novità in Libreria lo ha intervistato.

Interview auf Deutsch nach dem italinienischen Original.

Com’è nata l’idea alla base del tuo primo romanzo?

Non C’è Tempo Per Un Tango nasce dalla volontà di raccontare un amore tra anziani, non un amore di ripiego, magari frutto della solitudine, ma un amore vero fatto di sentimenti, attrazione e desiderio. A questo plot iniziale si è aggiunta la storia dell’Argentina negli anni del colpo di Stato e della tragedia dei desaparecidos, delle cui storie sono venuto a conoscenza grazie ai racconti di molti amici argentini.

E’ una storia vera?

La storia è di fantasia ma ci sono tratti di me in Giovanni, come la sua passione per il libri e per la musica e la curiosità; le storie dei militanti argentini le ho invece ascoltate e riportate senza aggiungere nulla.

Giorgio Secchi, Foto Robert Kappel

 Come descriveresti il tuo rapporto coi lettori?

Di scambio: mi piace conoscere il loro parere sul libro, scoprire diversi modi di leggere la mia storia.

Quando hai deciso di diventare scrittore?

Mi è sempre piaciuto scrivere e maneggiare parole ha fatto parte integrante del mio lavoro di giornalista, poi è successo che questa storia mi ha preso per mano, o forse mi ha preso la mano,  e così è diventata un vero romanzo.

A quali scrittori senti di poterti avvicinare?

Accostarmi alla scrittura di Hemingway sarebbe ridicolo, molto più che un peccato di presunzione. Però mi piace la scrittura degli americani: pulita, diretta, che fa vedere le cose, fa ascoltare le voci invece di raccontarle.

In quanto esordiente, come sei arrivato alla pubblicazione del tuo libro?

Il mondo dell’editoria è una conventicola chiusa e autoreferenziale, ho avuto modo di verificarlo di persona avendo frequentato quel mondo in passato e arrivare a una casa editrice è quanto mai difficile, si mandano manoscritti senza mai avere risposte; anche trovare un capace agente letterario non è facile, le mie esperienze in merito non sono state del tutto positive, così ho scelto Bookabook, un sistema di  crowdfunding ma il lavoro di promozione è un po’ sulle spalle dell’autore e questa può essere, è una difficoltà.

Perché non hai scelto l’auto-pubblicazione, allora?

Perché voglio essere giudicato da qualcuno, non fidarmi solo di me stesso.

Come giudichi il contributo della rete nella promozione di uno scrittore esordiente, senza una grande casa editrice alle spalle?

La rete mi sembra molto dispersiva e  ancora poco efficace, anche dove si parla di libri ma se si riuscisse a migliorare la qualità dei siti dedicati alla narrativa allora potrebbe essere interessante creare un circuito alternativo.

Progetti per il futuro?

 Sto lavorando a una saga familiare.

Interview auf Deutsch:

5. Juli 2022

Giorgio Secchi gibt sein Debut als Literaturschriftsteller.

Das Interview!

Giorgio Secchi, Journalist, Fernseh- und Theaterautor, ist Co-Autor mit Marco Cecchini des Wirtschaftsessays Il Grande Sboom (Etas Libri, 1988) und mit Gloria Arbib von Italiani Insieme Agli Altri – Gli Ebrei Nella Resistenza In Piemonte, (Zamorani Editore, 2011).

Vor kurzem gab er sein Debüt in der Belletristik mit Non C’è Tempo Per Un Tango (Bookabook, 2022), einer Geschichte über Zeit und das Timing der Liebe. Novità in Libreria hat ihn interviewt.

Wie ist die Idee zu Ihrem ersten Roman entstanden?

Non C’è Tempo Per Un Tango wurde aus dem Wunsch heraus geboren, die Geschichte einer Liebe zwischen älteren Menschen zu erzählen, die nicht aus der Einsamkeit kommt, sondern aus Gefühlen, Anziehung und Verlangen besteht. Zu dieser anfänglichen Handlung gesellte sich die Geschichte Argentiniens in den Jahren des Staatsstreichs und die Tragödie der Desaparecidos, deren Geschichten ich dank der Erzählungen vieler argentinischer Freunde kennenlernte.

Ist es eine wahre Geschichte?

Die Geschichte ist fiktiv, aber in Giovanni stecken Züge von mir, wie seine Leidenschaft für Bücher und Musik und seine Neugier; die Geschichten der argentinischen Kämpfer hingegen habe ich gehört und berichtet, ohne etwas hinzuzufügen.

Wie würden Sie Ihre Beziehung zu Ihren Lesern beschreiben?

Der Austausch: Ich möchte wissen, was sie von meinem Buch halten, um zu erfahren, wie sie meine Geschichte lesen.

Wann haben Sie beschlossen, Schriftsteller zu werden?

Ich habe schon immer gerne geschrieben, und der Umgang mit Worten war immer ein wesentlicher Bestandteil meiner Arbeit als Journalist.

Auf welche Schriftsteller können Sie zugehen?

Sich Hemingways Werk zu nähern, wäre lächerlich, mehr als eine Sünde der Anmaßung. Aber ich mag die Art, wie die Amerikaner schreiben: sauber, direkt, die Menschen sehen, auf Stimmen hören, anstatt sie zu erzählen.

Wie sind Sie als Newcomer zur Veröffentlichung Ihres Buches gekommen?

Die Verlagswelt ist ein geschlossenes und selbstreferentielles Gebilde, ich hatte Gelegenheit, mich davon zu überzeugen, nachdem ich in der Vergangenheit in dieser Welt unterwegs war, und es ist nach wie vor schwierig, an einen Verlag heranzukommen, man schickt Manuskripte ein, ohne jemals eine Antwort zu erhalten; auch die Suche nach einem fähigen Literaturagenten ist nicht einfach, meine Erfahrungen in dieser Hinsicht waren nicht durchweg positiv, deshalb habe ich mich für Bookabook entschieden, ein Crowdfunding-System, aber die Arbeit der Promotion liegt zum Teil auf den Schultern des Autors, und das kann eine Schwierigkeit sein.

Warum haben Sie sich dann nicht für das Self-Publishing entschieden?

Denn ich möchte von jemandem beurteilt werden und nicht nur mir selbst vertrauen.

Wie beurteilen Sie den Beitrag des Netzes zur Förderung eines Debütautors, der keinen großen Verlag hinter sich hat?

Das Netz scheint mir sehr zerstreut und noch immer nicht sehr effizient zu sein, auch nicht, wenn es um Bücher geht, aber wenn die Qualität der Websites, die sich der Belletristik widmen, verbessert werden könnte, dann wäre es vielleicht interessant, einen alternativen Kreislauf zu schaffen.

Pläne für die Zukunft?

Ich arbeite an einem Familienroman.

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